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Albrecht Dürer
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Albrecht Dürer (AFI: [ˈʔalbʁɛçt ˈdyːʁɐ]), in italiano arcaico noto anche come Alberto Durocite-ref-1[1]cite-ref-2[2] o Durerocite-ref-3[3]cite-ref-4[4], (Norimberga, 21 maggio 1471Norimberga, 6 aprile 1528) è stato un pittore, incisore, matematico e trattatista tedesco.

Tra gli artisti maggiori del mwfgXVI secolo, viene considerato il massimo esponente della mwfwpittura mwgatedesca rinascimentale. A mwgqVenezia l'artista entrò in contatto con ambienti mwggneoplatonici. Si presume che tali ambienti abbiano sollevato il suo carattere verso l'aggregazione esoterica. Classico esempio è l'opera dal titolo mwgwmwhaMelencolia I, realizzata nel mwhq1514, in cui sono presenti evidenti simbologie ermetiche. Dürer, mwhgpittore e incisore tedesco (mwhwNorimberga), conobbe e ammirò l'arte italiana. Nelle sue opere combinò la prospettiva e le proporzioni rinascimentali con il gusto tipicamente nordico per il realismo dei dettagli. I volti, i corpi e gli abiti dei suoi personaggi sono raffigurati con minuziosi particolari, gli ambienti sono descritti in maniera realistica e gli spazi sono chiari e ordinati grazie a una precisa griglia prospettica.

Contents

Origini
Morte
Opere
Dipinti
Note

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Biografia

Origini

Albrecht Dürer nacque nell'allora mwjaCittà libera imperiale di Norimberga, oggi compresa nel mwjqland tedesco della mwjwBaviera, il mwka21 maggio del mwkq1471, terzogenito dei diciotto figli dell'mwkgincisore mwkwungherese Albrecht Dürer, chiamato appunto "il Vecchio" per poterlo distinguere poi dal figlio, e della sua consorte mwlanorimberghese Barbara Holpercite-ref-p21-5-0[5]. Dei fratelli e sorelle, solo altri due maschi raggiunsero l'età matura: Endres e mwmqHans, che fu pure pittore alla corte di mwmgSigismondo I Jagellone a mwmwCracoviacite-ref-p21-5-1[5].

Il padre, seppur nato e cresciuto nell'allora mwoqRegno d'Ungheria, era però d'mwogetnia e mwowmadrelingua tedesca, in quanto la sua stessa famiglia era d'origine mwpasassone e risultava trapiantata in mwpqTransilvania da qualche generazione; il nonno di Dürer, Anton, era nato ad Ajtós in una famiglia di contadini e allevatori e s'era poi trasferito in giovane età a mwpwGyula, non troppo distante da Gran Varadino (l'odierna mwqaOradea, in mwqqRomania), e fu il primo artigiano della famiglia, seguito da Albrecht il Vecchio e da suo nipote Unger (cugino di Dürer)cite-ref-6[6].

Trasferitosi in giovane età in mwrwGermania per perseguire la propria carriera artigianale, Albrecht il Vecchio compare in una lista di archibugieri e arcieri della città di mwsaNorimberga già dall'età di diciassette anni; dopo poi alcuni viaggi di perfezionamento nelle mwsqFiandre, si stabilì definitivamente a Norimberga, dove entrò in qualità d'apprendista nella bottega di Hieronymus Holper, del quale finì poi, ormai a quarant'anni, per sposarne la figlia appena quindicenne Barbara. Il matrimonio, celebrato l'8 giugno del mwsw1467, gli garantì l'accesso alla cittadinanza norimberghese e, dopo il versamento di una somma di dieci fiorini, la qualifica di "maestro", che di fatto gli apriva le porte nel mondo chiuso e ricco di privilegi delle corporazioni localicite-ref-p22-7-0[7]. Stimato e benestante, ma non ricco, Albrecht il Vecchio morì il 20 settembre del mwua1502: dopo due soli anni la vedova si trovava già in condizioni di totale indigenza e venne presa a carico dal figlio Albrechtcite-ref-p22-7-1[7].

Esistono due ritratti del padre di Dürer, uno agli mwvgUffizi di Firenze e uno alla mwvwNational Gallery di Londra, oltre a un disegno a punta d'argento generalmente ritenuto autografo; della madre resta una tavola a mwwaNorimberga e un disegno a carboncino fatto nel mwwq1514, quando la donna aveva 63 annicite-ref-p22-7-2[7].

Alla bottega paterna

Il giovane Dürer frequentò per alcuni anni la scuola e, rivelandosi dotato di talento fin da ragazzo, entrò come praticante nella bottega del padre, come in seguito il fratello minore Endres che proseguì la tradizione artigianale familiare nel campo dell'oreficeria. In quel periodo Dürer dovette familiarizzare con le tecniche di incisione sui metalli, che più avanti mise a frutto nei suoi celebri lavori a mwzgbulino e mwzwacquaforte. Inoltre il padre dovette trasmettergli il culto per i grandi maestri fiamminghi, come mwaaJan van Eyck e mwaqRogier van der Weydencite-ref-p23-8-0[8].

La prima testimonianza del suo eccezionale talento è mwbwl'autoritratto del mwca1484, un disegno a mwcqpunta d'argento conservato al museo mwcgAlbertina di mwcwVienna. Quest'opera, realizzata allo specchio quando Dürer aveva solo tredici anni, non è certo priva di errori, anche perché la difficile tecnica non permetteva ripensamenti. Ciononostante è considerata il primo autoritratto dell'arte europea che si presenti come autonomo, cioè come opera a sé stante.

Alla bottega di Wolgemut

All'età di sedici anni, quando aveva appena concluso il tirocinio, dichiarò al padre che avrebbe preferito diventare pittore. Non essendo possibile fargli fare il praticantato nella lontana mwdgColmar, presso mwdwMartin Schongauer conosciuto e stimato in tutta Europa come pittore e incisore su rame, il padre lo mise a bottega a due passi da casa, presso mweaMichael Wolgemut, il maggiore pittore e xilografo attivo in quegli anni a Norimbergacite-ref-p23-8-1[8]. Wolgemut era il continuatore di mwfqHans Peydenwurff (oltre ad ereditarne la bottega ne aveva sposato anche la vedova), il cui stile, filtrato, lasciò tracce anche nella produzione giovanile di Dürercite-ref-p24-9-0[9]. Altri maestri che ebbero influenza sul giovane artista furono mwggMartin Schongauer, il misterioso mwgwMaestro del Libro di casa, forse olandese, autore di una famosa serie di mwhapuntesecchecite-ref-p26-10-0[10].

Nella bottega di Wolgemut, attiva per la ricca società locale e di altre città della Germania, si copiavano le stampe di maestri renani, i disegni e le incisioni italiani, si creavano altari scolpiti e dipinti e si praticava su larga scala la mwigxilografia, soprattutto per l'illustrazione di testi a stampa, allora già molto richiesticite-ref-p26-10-1[10].

Di quel periodo Dürer serbò un buon ricordo; più di vent'anni dopo, nel mwka1516, dipinse un ritratto del suo maestro, tre anni prima della sua morte, in cui traspare l'antico rispetto e la simpatia verso la sua figura umanacite-ref-p26-10-2[10].

Primi spostamenti

Nella primavera del mwnq1490, il giovane Dürer iniziò a girare il mondo per approfondire le sue conoscenze. La prima opera pittorica conservata del giovane artista (forse è addirittura il suo saggio per l'esame finale dell'apprendistato) sono i due dipinti su tavola con i ritratti dei genitori, iniziati forse prima di partire. Il mwngmwnwritratto del padre si trova agli Uffizi, quello mwoamwoqdella madre venne riscoperto nel mwog1979 a mwowNorimbergacite-ref-p26-10-3[10].

«Quando ebbi finito l'apprendistato, mio padre mi fece viaggiare. Rimasi assente quattro anni, finché mio padre mi richiamò. Partii dopo la Pasqua del 1490 e tornai a casa nel 1494, dopo la mwqqPentecoste». Il lungo giro intrapreso dal giovane lo condusse prima al nord, oltre mwqgColonia, probabilmente fino a mwqwHaarlem. Non poté spingersi a mwraGand e a mwrqBruges, i centri più importanti della mwrgpittura fiamminga, per il diffondersi ovunque di guerre e sommosse. D'altronde il soggiorno di Dürer in questa regione si lascia individuare solo nelle opere posteriori, nelle quali si rispecchia a volte la singolarità iconografica della pittura locale, in particolare di mwrwGeertgen tot Sint Jans e mwsaDieric Boutscite-ref-p27-11-0[11].

Durante il viaggio è scontato che il giovane artista avesse dovuto lavorare per mantenersi, ed è probabile che fosse spinto a visitare quei centri dove era più facile trovare impiego nei campi in cui aveva familiarità. Le prime tappe dovettero dunque essere le città renane, dove esisteva una vivace attività di stampa di libri con illustrazioni xilografichecite-ref-p27-11-1[11].

Di lì, dopo circa un anno e mezzo, si spostò verso sud, alla ricerca di mwuwMartin Schongauer, da cui avrebbe desiderato apprendere le raffinatezze della tecnica di incisione su rame. Ma quando Dürer giunse a Colmar, nel corso dell'anno mwva1492, lo stimato maestro era già morto da quasi un anno. I fratelli del defunto, il pittore Ludwig e gli orefici Kaspar e Paul Schongauer, l'accolsero amichevolmente e su loro consiglio il giovane pittore si diresse verso mwvqBasilea, dove viveva un loro altro fratello, l'orefice Georg Schoungauercite-ref-p27-11-2[11].

Al periodo errabondo appartiene probabilmente il piccolo mwwwCristo dolentecite-ref-p31-12-0[12].

A Basilea

A Basilea lavorò per un periodo come illustratore, per eruditi e stampatori come Bergmann von Olpe e Johann Amerbach, introdotto negli ambienti editoriali probabilmente su raccomandazione del suo padrino, Anton Koberger, che gestiva a Norimberga la stamperia e casa editrice più grande d'Europacite-ref-p28-13-0[13].

Tra le molte mw1gxilografie che disegnò in quel periodo, un primo saggio di prova fu il frontespizio per l'edizione delle mw1wLettere di mw2asan Girolamo uscito l'8 agosto mw2q1492 per i tipi di Nikolaus Kessler (il blocco originale, firmato dall'artista, si trova ancora a Basilea). L'opera, di grande minuzia, ha una resa differenziata delle superfici grazie a diversi tipi di tratteggiocite-ref-p28-13-1[13].

Ottenuta la fiducia degli stampatori locali, lavorò alle illustrazioni di due opere a contenuto moraleggiante, allora molto apprezzate, mw4amw4qLa nave dei folli, dell'umanista mw4gSebastian Brant, apparso nel mw4w1493, e mw5aIl cavaliere di Turn. Seguì un'altra serie di incisioni per illustrare le mw5gCommedie di mw5wTerenzio (poi non stampata, ma i cui blocchi di legno sono pressoché integri nel Museo di Basilea), in cui l'artista dimostrò già un'originalità, un'accuratezza ed un'efficacia narrativa nelle scene che lo ponevano a un livello decisamente superiore degli altri artisti attivi sulla piazzacite-ref-p28-13-2[13].

Anche lmw7q'mw7gmw7wAutoritratto con fiore d'eringio, conservato a mw8aParigi e datato 1493, fu certo iniziato durante il soggiorno a Basilea. Nell'immagine, originariamente dipinta su pergamena, il giovane artista si mostra in abiti alla moda di colore ardesia, che creano un contrasto stimolante con il bordo rosso chiaro del berretto. Il simbolico fiore di eringio, un tipo di cardo, che regge con la mano destra, insieme con l'iscrizione collocata nella parte superiore del dipinto "mw8qMy sach die i o tals es oben schtat" ("Le mie cose vanno come è deciso in alto"), indicano la sua fede in Cristo.

A Strasburgo

Verso la fine del mw9a1493 l'artista partì per mw9qStrasburgo, importante centro commerciale ed editoriale. Qui curò una xilografia per il frontespizio di un'edizione delle opere filosofiche di mw9gJean Gerson, in cui lo scrittore è raffigurato come un pellegrino che, aiutandosi con un bastone e accompagnato da un cagnolino, si accinge ad attraversare un paesaggio accidentato, sullo sfondo di un'ampia vallata. La ricchezza della composizione e l'armonia generale dell'opera, sebbene l'intagliatore che fece la matrice non restituisse appieno il disegno dell'artista, dimostrano la veloce maturazione dello stile dell'artista, ormai avviato verso la realizzazione dei propri capolavoricite-ref-p31-12-1[12].

Forse a Strasburgo realizzò la mw-aMorte di san Domenico, per un convento femminile di mw-qColmarcite-ref-p31-12-2[12].

Rientro a Norimberga (1494)

Durante la Pasqua del 1494 il padre richiamò Dürer a Norimberga, per fargli sposare la donna che gli aveva destinato, Agnes Frey, figlia di un ramaio imparentato con i potenti della città. Il matrimonio fu celebrato il 7 luglio mwaqk1494, durante la festa di mwaqoPentecoste, e i giovani sposi andarono a vivere in casa di Albrecht. Le forti differenze culturali e di temperamento non resero il matrimonio felice. La donna sperava forse di condurre una vita agiata nella propria città accanto a un artigiano, mentre Dürer aveva altre aspirazioni, legate a viaggi e prospettive sempre nuovecite-ref-p32-14-0[14]. A un periodo vicino al matrimonio risale il disegno che l'artista descrisse a margine "mein Agnes", la mia Agnese, in cui si vede la giovane sposa in atteggiamento pensoso, forse un po' caparbio, che nei ritratti futuri si trasformò in un aspetto di borghese soddisfatta, dalla sfumatura "lievemente maligna"cite-ref-p34-15-0[15]. La coppia non ebbe figli, come accadde anche ai due fratelli di Dürer, per cui la famiglia si estinse con la loro generazionecite-ref-p34-15-1[15]. mwarcWillibald Pirckheimer, amico dell'artista, arrivò perfino ad imputare alla freddezza della moglie la morte prematura dell'artista. È stato inoltre ipotizzato da molti studiosi che Albrecht fosse bisessuale, se non omosessuale, per la ricorrenza nelle sue opere di temi omoerotici, nonché per l'intima natura della sua corrispondenza con alcuni amici molto stretti.

Nei mesi estivi del 1494 percorse e disegnò gli immediati dintorni della sua città natale. Risultato di queste passeggiate sono una quantità di pitture ad acquerello, fra le quali il Mulino (Trotszich Mull). L'acquerello mostra un paesaggio a ovest di Norimberga, con il piccolo fiume Pegnitz, che scorre attraverso la città. Il disegnatore era in piedi sull'alta riva nord e guardava verso sud oltre il Pegnitz, dove l'orizzonte è segnato dalle cime delle montagne presso Schwabach. Gli alberi in primo piano a sinistra appartengono al parco delle Hallerwiesen. Le case con le travature a traliccio ai due lati del fiume, disegnate con estrema precisione, costituivano il nucleo del "quartiere industriale", poiché ospitavano delle botteghe in cui si lavorava il metallo servendosi del Pegnitz come fonte di energia. Così, per esempio, nelle case in primo piano a destra si trafilava il metallo con l'aiuto dell'energia idrica; un procedimento, sviluppato a Norimberga intorno al 1450, che ne aveva fatto il centro della lavorazione del metallo in Germania: tutto ciò che poteva essere realizzato in ferro o in rame, dagli aghi ai ditali agli strumenti di precisione apprezzati in tutta Europa, fino alle armature, ai cannoni e ai monumenti di bronzo, era prodotto qui.

Questo acquerello è una delle prime immagini dell'arte europea interamente dedicata al paesaggio, ma si colloca in una dimensione ancora medievale: infatti, le singole costruzioni e i gruppi di alberi non sono disegnati prospetticamente, ma gli uni sopra gli altri. Delle leggi di prospettiva il giovane Dürer, a quell'epoca, non aveva ancora sentito parlare.

Forse nello stesso periodo, Dürer intraprese le prime prove come incisore su rame. Più tardi negli anni avrebbe coniato il motto: "Un Buon pittore, dentro, è pieno di figure". Questa abbondanza di idee per le immagini costituì probabilmente il movente che l'avvicinò alla grafica: solo in questo campo, infatti, poteva dar forma alle proprie fantasie senza essere ostacolato dai desideri dei committenti. Dal momento che questa produzione libera da vincoli rappresentò per lui anche un successo finanziario, poi l'utile finì per unirsi al dilettevole.

Il primo viaggio in Italia (1494-1495)

Probabilmente a Basilea, nella cerchia degli umanisti e degli editori, il giovane Dürer, intelligente e avido d'imparare, aveva sentito parlare per la prima volta del mondo intellettuale italiano e di quel clima culturale su cui, già da quasi un secolo, la riscoperta del mondo dell'antichità aveva influito in modo determinante, sia nella letteratura che nell'arte. Molti anni più tardi, Dürer avrebbe tradotto col termine tedesco "Wiedererwachung" il concetto di "Rinascimento" coniato a suo tempo da Francesco Petrarca. Ciò conferma che egli era pienamente cosciente dell'importanza di questo processo storico.

Nella tarda estate del mwate1494, scoppiò a Norimberga una di quelle epidemie tanto comuni all'epoca, che generalmente venivano designate col nome di "mwatipeste". Il miglior sistema di difesa contro il contagio, il più sicuro tra quelli consigliati dai medici, era di abbandonare la regione colpitacite-ref-p34-15-2[15]. Dürer colse l'occasione per andare a conoscere la "nuova arte" nella sua terra d'origine, non dandosi troppo pensiero di lasciare da sola la giovane moglie a casa. Partì così per mwatcVenezia, intraprendendo probabilmente il viaggio al seguito di un mercante di Norimberga.

Il cammino verso l'Italia settentrionale si può ripercorrere con una certa precisione seguendo i paesaggi ad acquerello che lo documentano. Attraversò il Tirolo e il Trentino. A Innsbruck, per esempio, realizzò un acquerello che raffigura il cortile del castello, la residenza preferita dell'imperatore Massimiliano I. Delle due vedute oggi conservate a Vienna, la più ragguardevole è quella con il cielo colorato che affascina per la precisa riproduzione dei dettagli delle costruzioni intorno alla corte, ma che presenta ancora errori prospettici.

Il primo viaggio in Italia è però avvolto in larga parte dal mistero. Si pensa che Dürer abbia visitato anche mwatwPadova, mwat0Mantova e forse mwat4Pavia, in cui l'amico Pirckheimer frequentava l'mwat8università. All'inizio del XX secolo alcuni studiosi arrivarono anche a dubitare dell'eventualità che questo viaggio fosse mai avvenutocite-ref-p34-15-3[15], un'ipotesi provocatoria che non ha avuto seguito.

A Venezia, Dürer avrebbe dovuto apprendere i principi dei metodi di costruzione prospettica. Ma sembra che ad attrarlo molto di più furono altre cose, come per esempio gli abiti delle donne veneziane, così insoliti per lui (mostrati dal disegno del mwaus1495), oppure il soggetto per lui sconosciuto del mwauwGranchio di mare o lmwau0'mwau4Aragosta, ritratti in disegni conservati rispettivamente a mwau8Rotterdam e a mwavaBerlino. In ambito artistico, l'attiravano le opere dei pittori contemporanei che raffiguravano temi mitologici, come il quadro perduto di mwaveAndrea Mantegna con la mwaviMorte di Orfeo (perdutocite-ref-16[16]), di cui Dürer disegnò con estrema cura una copia datata 1494 e siglata con le sue lettere "A" e "D". Copiò inoltre le stampe della mwavcmwavgZuffa di dei marini e del mwavkmwavoBaccanale con sileno, ricalcati fedelmente sull'originale di Mantegna sostituendo però alle linee parallele del tratteggio un andamento incrociato, derivato dall'esempio di mwavsMartin Schongauer, e con linee curve e sinuose che imprimono ai soggetti una vibrazione assente negli originalicite-ref-p36-17-0[17].

Dovette rimanere inoltre affascinato dall'abbondanza di opere d'arte, dalla vivacità e il cosmopolitismo della città lagunare e probabilmente scoprì l'alta considerazione di cui godevano in Italia gli artisticite-ref-p36-17-1[17]. Assai improbabile è però che il giovane e sconosciuto Dürer, che viveva vendendo stampe ai membri della comunità tedesca cittadina, fosse potuto entrare in contatto diretto con i grandi maestri allora presenti in città e nei territori limitrofi, come i Bellini (mwawuJacopo, mwawyGentile e mwawcGiovanni), Mantegna o mwawgCarpacciocite-ref-p36-17-2[17].

Un altro tema che lo interessò fu la nuova concezione del corpo umano elaborata in Italia. Già nel mwaw41493 l'artista aveva infatti disegnato una mwaw8Bagnante (primo nudo preso dal vivo dell'arte tedesca) e a Venezia poté approfondire, grazie all'abbondanza di modelli disponibili, i rapporti tra figure, nude o vestite, e lo spazio in cui si muovono. Sicuramente dovette poi incuriosirlo la rappresentazione prospettica, ma un suo interesse diretto su tale argomento è documentato solo dal secondo viaggiocite-ref-p38-18-0[18].

Quanto il giovane pittore del nord fosse rimasto affascinato dalla pittura veneziana, in particolare da quella di Gentile e Giovanni Bellini, appare dai disegni di questo periodo e dai quadri dipinti dopo il ritorno in patria. Ma i primi riflessi di questo incontro si possono riconoscere già negli acquerelli che nacquero durante il viaggio di ritorno.

Il rientro (1495)

Questa volta Dürer viaggiò probabilmente da solo, considerando le numerose deviazioni intraprese.

Così il suo cammino lo condusse, nella primavera del 1495, innanzitutto al mwax8lago di Garda, e verso mwayaArco. L'acquerello che raffigura l'mwayeimponente rocca che si innalza con le sue fortificazioni rivela un rapporto completamente nuovo con lo spazio e con il colore: dal velato grigio bluastro degli ulivi si alza il contrastante grigio bruno delle rocce, e questa eco cromatica viene ripresa nelle chiare zone verdi e nei tetti rossi. Si tratta di una sorprendente resa dei valori atmosferici, che manifesta l'enorme progresso artistico compiuti da Dürer nei pochi mesi trascorsi a Veneziacite-ref-p34-15-4[15].

Presso Trento, entrò nuovamente in territorio tedesco. Nell'acquerello che mostra la città vescovile dal lato nord non si limita più al semplice rilevamento di dati topografici. La composizione suggerisce la profondità spaziale, con la città attraversata dall'Adige che si estende per quasi tutta l'ampiezza del quadro e con le catene montuose che sfumano nella foschia.

Dopo un'escursione nella Val di Cembra e nel paese di Segonzano, Dürer proseguì il suo cammino verso nord senza altre significative interruzioni. Documento di questa fase del viaggio è il Mulino ad acqua in montagna di Berlino. Mentre tutti gli altri acquerelli raffigurano complessi architettonici in lontananza, questo foglio quadrato di soli 13 centimetri di lato nasce dall'osservazione ravvicinata di un pendio pietroso inondato dall'acqua che dai canali di legno scende sulla ruota del mulino e si cerca una via tra le pietre, per raccogliersi infine in un bacino sabbioso in primo piano.

Anche la veduta della cittadina di Chiusa sull'Isarco, trasferita nell'incisione su rame Nemesi (o Grande Fortuna), doveva essere un appunto di viaggio ad acquerello. Come questo esempio fa notare, gli acquerelli di Dürer non erano ideati come opere d'arte indipendenti: erano materiali di studio da rielaborare e inserire nei dipinti e nelle incisioni.

Incisore a Norimberga

Nella primavera del mwazg1495 Dürer fece ritorno a Norimberga, dove creò una propria bottega in cui riprese la sua attività di mwazkxilografo e mwazocalcografo. Queste tecniche erano particolarmente vantaggiose anche per ragioni economiche: poco dispendiose nella fase creativa, erano relativamente facili da smerciare se si conosceva il gusto del pubblico. D'altro canto la pittura dava minori margini di guadagno, aveva costi considerevoli per l'acquisto dei colori ed era legata ancora strettamente ai desideri del committente, limitando la libertà dell'artista, almeno riguardo al soggettocite-ref-p38-18-1[18]. Si dedicò, dunque, totalmente alla mwaz8grafica, prima ancora che giungessero commissioni per dipinti, e in questo periodo creò una serie di incisioni che sono tra le più importanti della sua intera produzionecite-ref-p38-18-2[18]. Si occupava quasi sempre personalmente dell'intaglio: a Basilea e a Strasburgo erano stati soprattutto artigiani specializzati a preparare le matrici dai suoi disegni, con l'eccezione del mwaaqSan Girolamo e pochi altri, per i quali voleva dimostrare la sua superiore abilità. In seguito, all'apice del successo, tornò ad utilizzare specialisti, ma nel frattempo era ormai sorta una generazione di incisori così abili da poter competere col suo stilecite-ref-p39-19-0[19].

Tra le prime è la Sacra Famiglia con la libellula, in cui l'insetto è raffigurato in basso a destra e, a dispetto del nome tradizionale, somiglia a una farfalla. Il profondo legame tra le figure e il paesaggio sullo sfondo è l'elemento che fin dall'inizio rese famosi i lavori grafici di Dürer al di là dei confini tedeschi. D'altra parte, il gioco delle pieghe della ricchissima veste di Maria dimostra quanto la sua arte facesse ancora riferimento alla tradizione tedesca tardogotica, mentre dell'esperienza del suo soggiorno italiano non c'è ancora traccia. Seguendo l'esempio di Schongauer, che egli aveva scelto a suo modello, Dürer siglò il foglio al margine inferiore con una prima versione di quel suo monogramma divenuto poi tanto famoso, qui eseguito con lettere che sembrano gotiche.

La sua produzione di incisore su rame si mantenne in un primo momento entro limiti ristretti; incise in formato medio alcune rappresentazioni di santi e in formato piccolo alcune figure del popolo. Come disegnatore per le xilografie, Dürer iniziò invece subito a percorrere nuove vie, ma il risultato non sembrò soddisfarlo dal punto di vista della mwaa0tecnica di incisione, cosicché da allora in poi si servì del più grosso formato di un mezzo foglio di stampa ("mwaa4ganze Bogen"), su cui stampava blocchi xilografici di 38 × 30mwaa8 cmcite-ref-p38-18-3[18].

La serie dell'Apocalisse

Nel mwab41496 realizzò l'incisione del mwab8mwacaBagno di uomini. In seguito iniziò a pensare a progetti più ambiziosi. Non più tardi di un anno dal ritorno da Venezia, iniziò i disegni preparatori per la sua più impegnativa impresa: le quindici xilografie per lmwace'mwacimwacmApocalisse di Giovanni, che apparvero nel mwacq1498 in due edizioni, una in latino e l'altra in tedescocite-ref-p39-19-1[19]. Della stampa si occupò lui stesso, utilizzando dei caratteri messigli a disposizione dal suo padrino Anton Koberger. Si potrebbe anzi ipotizzare che fosse stato lo stesso Koberger a ispirargli questa iniziativa, poiché Dürer utilizzò come riferimento le illustrazioni della nona mwackBibbia tedesca, stampate per la prima volta a Colonia nel mwaco1482, pubblicate poi da Koberger nel mwacs1483.

L'opera fu innovativa sotto molti aspetti. Era il primo libro che veniva progettato e pubblicato per iniziativa personale di un artista, che ne disegnò le illustrazioni, ne incise le xilografie e ne fu anche l'editore. Inoltre la tipologia con le illustrazioni a piena pagina, sul recto, seguite dal testo sul verso rappresentavano un sorta di doppia versione, in parole e in immagini del medesimo racconto, senza che il lettore dovesse comparare ciascuna illustrazione col passo corrispondentecite-ref-p39-19-2[19].

Dürer però, invece che le xilografie di formato orizzontale, scelse un grandioso formato verticale, e si staccò dallo stile del modello biblico, che presentava numerose figure di piccole dimensioni. Le figure delle sue composizioni sono invece poche e grandi. In tutto realizzò quindici xilografie, di cui la prima illustra il Martirio di san Giovanni e le altre i vari episodi dell'Apocalisse.

Mai prima d'allora le visioni di san Giovanni erano state rappresentate in modo più drammatico che in queste xilografie, singolarmente concepite con un forte contrasto di bianco e nero. Il fatto è che egli dava corporeità alle figure con un sistema graduale di tratteggi paralleli, che era già da tempo nell'incisione su rame. Con sorprendente velocità l'Apocalisse (e con essa il nome Albrecht Dürer) si diffuse in tutti i paesi d'Europa e procurò al suo autore il primo straordinario successo.

La Grande Passione

Intorno al mwaee1497, mentre ancora lavorava allmwaei'mwaemApocalisse, Dürer concepì il progetto di una seconda serie nello stesso formato. Si trattava di un tema che egli elaborava già da tempo, al quale lavorò fino agli ultimi anni della sua vita: la mwaeqmwaeuPassione di Cristo. L'opera ebbe un impatto meno sensazionale dell'Apocalisse, sia per il soggetto, privo del lato fantastico, sia perché il completamento avvenne in ritardo, con i primi fogli che nel frattempo giravano già come stampe isolatecite-ref-p40-20-0[20].

In una prima fase completò sette fogli del ciclo, tra cui il Trasporto della croce è la composizione più matura. L'immagine del corteo che lascia la città e del Salvatore che crolla sotto il peso della croce, unisce due motivi derivati dalle incisioni in rame di Martin Schongauer, le cui forme tardogotiche vengono accentuate da Dürer; contemporaneamente, però, la costruzione anatomica del corpo muscoloso del lanzichenecco di destra è da ricondurre alle immagini dell'arte italiana che Dürer aveva conosciuto a Venezia. Le forme diverse di questi due mondi sono qui riprodotte in uno stile personale che non lascia percepire alcuna frattura.

Dürer avrebbe completato questa Grande Passione solo nel 1510 con un frontespizio e altre quattro scene e l'avrebbe pubblicata in forma di libro con l'aggiunta del testo latino.

Un'altra testimonianza del nuovo stile introdotto nella xilografia è la Sacra Famiglia con le tre lepri.

L'incontro con Federico il Saggio

Tra il 14 e il 18 aprile mwafm1496 l'elettore di Sassonia mwafqFederico il Saggio visitò mwafuNorimberga, rimanendo colpito dal talento del giovane Dürer, al quale commissionò tre opere: un mwafyritratto, eseguito in quattro e quattr'otto con la veloce tecnica della tempera, e due polittici per arredare la chiesa che andava costruendo nel castello di mwafcWittenberg, sua residenza: lmwafg'mwafkmwafoAltare di Dresda e il mwafsmwafwPolittico dei Sette Dolori. Artista e committente avviarono un durevole rapporto che si mantenne negli anni, anche se Federico spesso preferiva a Dürer il coetaneo mwaf0Lucas Cranach il Vecchio, che divenne pittore di corte e ricevette anche un titolo nobiliarecite-ref-p42-21-0[21].

L'opera più impegnativa è il mwagmmwagqPolittico dei Sette Dolori, composto di una grande mwaguMadonna in adorazione al centro e sette tavole coi mwagyDolori di Maria tutto attorno. Se la parte centrale venne dipinta personalmente da Dürer, gli scomparti laterali dovettero essere eseguiti da un assistente su disegno del maestrocite-ref-p42-21-1[21]. Più avanti gli commissionò anche la tela dellmwags'mwagwmwag0Ercole uccide gli uccelli di Stinfalo, in cui si notano le influenze di mwag4Antonio del Pollaiolo, conosciuto soprattutto attraverso le stampecite-ref-p47-22-0[22].

Le commissioni del principe spianarono la strada alla carriera pittorica di Dürer, che iniziò a dipingere vari ritratti per l'aristocrazia norimberghese: dipinse nel mwahq1497 il mwahudoppio ritratto delle sorelle Fürleger (mwahymwahcFürlegerin con i capelli raccolti e mwahgmwahkFürlegerin con i capelli sciolti), poi nel mwaho1499 i due dittici per la famiglia Tucher (una valva su quattro è perduta) e il mwahsmwahwritratto di Oswolt Krel. In queste opere traspare una certa indifferenza dell'artista verso il soggetto, con l'eccezione dell'ultimo, uno dei più intensi e famosi lavori dell'artistacite-ref-p43-23-0[23].

La fine del XV secolo

Nel mwai41498, stesso anno in cui fu pubblicata lmwai8'mwajaApocalisse, Dürer realizzò il proprio mwajemwajiAutoritratto con guanti, ora al mwajmMuseo del Prado di mwajqMadrid. Rispetto al precedente autoritratto del Louvre, Dürer si mostra ormai come un gentiluomo raffinato, la cui eleganza nel vestire riflette una nuova consapevolezza di appartenere a un'"aristocrazia del pensiero", come gli artisti-umanisti che aveva visto a Veneziacite-ref-p42-21-2[21].

Tra le primissime opere del gruppo di acquerelli realizzati da Dürer negli anni successivi al suo ritorno dall'Italia è l'Isolotto sullo stagno con casetta (conservata a Londra), che mostra uno di quei piccoli padiglioni a forma di torre che venivano eretti in Germania già nel XIV secolo, quello oggetto dell'acquerello si trovava a ovest delle mura cittadine di Norimberga, in uno stagno collegato al fiume Pegnitz. Intorno al 1497, Dürer inserì l'immagine dell'edificio a torre sullo sfondo dell'incisione Madonna con la scimmia. È sorprendente con quale precisione sia riuscito a trasportare nel bianco e nero della grafica le sfumature cromatiche dell'acquerello ed è interessante notare che, mentre nell'immagine della Madonna col Bambino aveva preso come riferimento alcuni modelli italiani, il tratto pittoresco della piccola costruzione sullo sfondo, insolito per occhi italiani, spinse artisti come Giulio Campagnola o Cristoforo Robetta a copiare nelle loro incisioni la casa dello stagno: un tipico esempio di reciproca fecondazione artistica.

In quegli anni, Dürer utilizzò in altre occasioni i propri studi ad acquerello nelle composizioni delle incisioni. Per esempio inserì nel Mostro marino, sulla sponda al di sotto della rocca, una veduta dal lato nord del castello imperiale di Norimberga (non più esistente). Il soggetto della stampa è controverso: non si sa se rappresenti il tema di una saga germanica o se si tratti invece della storia di Anna Perenna ripresa dai Fasti di Ovidio.

A questo punto, i paesaggi ad acquerello non costituiscono più per Dürer esclusivamente l'accurata registrazione di una situazione topografica; è sempre più interessato dal gioco dei colori e dalle loro variazioni al mutare della luce. Uno dei fogli più importanti in questo senso è l'acquerello Stagno in un bosco (conservato a Londra), dove la superficie del piccolo bacino d'acqua appare nero-azzurra e presenta una corrispondenza cromatica con le nuvole scure, tra le quali la luce del sole al tramonto risplende in toni di giallo e arancio e colora di un verde brillante le piante sul bordo dello stagno.

Ancora più evidente è il modo in cui la luce si trasforma nei Mulini su un fiume, un acquerello in grande formato conservato a Parigi. Gli edifici raffigurati sono gli stessi che si vedono sullo sfondo del Mulino di Berlino, solo che Dürer questa volta si collocò direttamente sulla riva del Pegnitz. La luce del tramonto dopo un temporale dà ai tetti degli edifici un colore grigio argento e bruno, e la filigrana scura del ponticello bagnato sembra che goccioli ancora della pioggia del temporale appena cessato. La chioma dell'enorme tiglio riluce di un verde intenso e allo stesso tempo viene modellata dal contrasto fra le zone di luce gialla tendente al bianco e le orme profonde e quasi nere. Il gioco cromatico del sole, all'alba o al tramonto, contro le nuvole scure aveva già affascinato i pittori, a sud e a nord delle Alpi, ma gli effetti pittorici ottenuti da Dürer si ritroveranno solo nella pittura del XVII secolo o nell'Impressionismo del XIX secolo.

Nel foglio Valle presso Kalchreuth del 1500 circa, della collezione di Berlino, Dürer raggiunse quasi l'"impressione" degli acquerelli di Paul Cézanne. Un posto particolare tra i paesaggi ad acquerello occupa il gruppo di studi che Dürer creò in una cava di pietra nei dintorni di Norimberga. Si tratta prevalentemente di rilevamenti di singole zone rupestri (come per esempio nel foglio dell'Ambrosiana), ma il carattere frammentario di questi fogli non lascia alcun dubbio che per l'artista non fossero altro che materiale di studio.

L'Altare Paumgartner

Intorno al 1500 la famiglia patrizia dei Paumgartner commissionò a Dürer un altare a sportelli per la Katharinenkirche di Norimberga. È la più grande pala d'altare dell'artista (integralmente conservata all'Alte Pinakothek di Monaco) e mostra nella parte centrale l'Adorazione del Bambino e nelle laterali le monumentali figure di san Giorgio e sant'Eustachio. Il suggerimento dei committenti dovette contribuire in modo determinante a creare quel disequilibrio formale che l'altare ha quando le ali sono aperte, essendo le due figure di santi dipinte a grandezza quasi naturale e non proporzionata alle figure della tavola centrale che sono in scala più ridotta. Di fronte all'impressione positiva dell'Altare Paumgartner, le carenze nella costruzione prospettica degli edifici nella tavola centrale danno meno nell'occhio. Esse, tuttavia, indicano che, negli anni intorno al 1500, Dürer conosceva della prospettiva solo la regola di base, secondo cui tutte le linee che corrono perpendicolari alla superficie del quadro sembrano convergere in un punto al centro del quadro stesso.

Dürer in questo caso si assunse addirittura il difficile compito delle aperture ad arco che appaiono di scorcio ai due lati dello scenario, che acquista così l'aspetto di una stretta strada cittadina. Con una simile arditezza, era impossibile evitare alcuni errori, che però quasi scompaiono nell'eccellente composizione totale, nella quale sono inserite le sette piccole figure dei donatori. Alcune linee oblique parallele scandiscono i piani: dal bastone di Giuseppe e le tre piccole figure delle donatrici, al capo di Giuseppe e quello di Maria, fino alla tettoia in legno e le tavole.

Secondo un'antica tradizione le teste dei due santi sugli sportelli laterali ritraggono i fratelli Stephan e Lukas Paumgartner. Probabilmente anche la sproporzione delle figure si spiega col desiderio di venir riconosciuti. Se le annotazioni tradizionali sono esatte, i due santi in piedi si possono considerare i più antichi ritratti a figura intera.

L'Autoritratto con pelliccia

Nell'anno 1500 Dürer aveva appena oltrepassato, secondo la concezione del suo tempo, la soglia dell'età virile. Attraverso l'attività grafica aveva già acquisito una fama europea. Le sue incisioni su rame superarono presto, per precisione e accuratezza nell'esecuzione, quelle di Schongauer. Presumibilmente incitato dagli amici di formazione umanistica, egli aveva per primo introdotto rappresentazioni che richiamano i concetti anticheggianti della filosofia neoplatonica di Marsilio Ficino e del suo circolo.

Inoltre, egli affrontò nelle sue incisioni su rame i due problemi artistici di cui si occupavano gli artisti italiani da circa un secolo: le proporzioni del corpo umano e la prospettiva. Mentre però Dürer fu presto in grado di rappresentare un corpo nudo maschile prossimo all'ideale degli antichi, le sue conoscenze in campo prospettico restarono invece incomplete ancora a lungo.

Che Dürer fosse cosciente del proprio ruolo nel processo di evoluzione dell'arte lo prova l'Autoritratto con pelliccia del 1500, conservato a Monaco. In esso, l'ultimo come soggetto indipendente, adottò una posizione rigidamente frontale, secondo uno schema di costruzione utilizzato nel Medioevo per l'immagine di Cristo. In questo senso egli si riferisce alle parole della creazione nell'Antico Testamento, ovvero che Dio creò l'uomo a propria somiglianza. Tale idea era stata affrontata in particolare dai neoplatonici fiorentini vicini a Ficino, e non veniva riferita solo all'apparenza esteriore, ma anche riconosciuta nelle capacità creative dell'uomo.

Perciò Dürer pose accanto al proprio ritratto un'iscrizione, il cui testo, tradotto in latino, indica: "Io Albrecht Dürer di Norimberga, all'età di ventotto anni, con colori eterni ho creato me stesso a mia immagine". Con intenzione qui è stato scelto il termine "creato" piuttosto che "dipinto", come ci si sarebbe aspettati nel caso di un pittore. L'Autoritratto del 1500 non nasce però come un atto di presunzione, bensì indica la considerazione che gli artisti europei di quel tempo avevano di sé stessi. Ciò che persino i grandi artisti italiani, come per esempio Leonardo da Vinci, avevano espresso solo a parole, Albrecht Dürer l'espresse nella forma dell'autoritratto.

L'esatto opposto di questa rappresentazione di sé è un disegno a pennello (conservato a Weimar) su carta preparata con un colore verde di fondo, nel quale l'artista si è ritratto nudo con un realismo spietato. Questo foglio, compiuto tra il 1500 e il 1505 circa, prova l'enorme grandezza dell'uomo e dell'artista Dürer. Si deve però prendere atto del fatto che queste due testimonianze di autosservazione e di autovalutazione, finché Dürer rimase in vita, furono così poco conosciute dal vasto pubblico quanto gli scritti letterari di Leonardo. Esso acquista però un importante significato anche in un altro senso, quello degli studi sulla proporzione, che negli anni dopo il 1500 diedero i loro primi risultati.

La ricerca della prospettiva

Poiché Jacopo de' Barbari, che in quell'anno era andato a risiedere a Norimberga come pittore dell'imperatore Massimiliano, né a Venezia nel 1494 né ora aveva voluto rivelare a Dürer il principio della costruzione delle figure umane secondo un canone di proporzione, questi provò sperimentalmente a stabilire quelle regole fondamentali che gli si negava di conoscere, protette come segreto di bottega. L'unico suo punto di riferimento erano le scarse indicazioni sulle proporzioni del corpo umano nell'opera dell'antico teorico dell'architettura Vitruvio. Dürer applicò poi queste indicazioni anche nella costruzione del corpo femminile. Il risultato furono le forme spiacevoli della dea Nemesi nell'incisione omonima. A quello stesso periodo risale il Sant'Eustachio.

Nel suo secondo viaggio a Venezia Dürer cercò spesso di conoscere le regole della costruzione prospettica, con una certa difficoltà. Arrivò a spostarsi fino a mwaluBologna per incontrare appositamente una persona in grado di trasmettergli l'"arte segreta della prospettiva", forse mwalyLuca Paciolicite-ref-24[24].

Il Peccato originale

L'influsso che l'arte di Jacopo de' Barbari esercitò comunque sugli studi sulla proporzione di Dürer si può riconoscere nel disegno a penna dellmwamq'mwamuApollo conservato a Londra, ispirato a un'incisione su rame del maestro veneziano intitolata mwamyApollo e Diana.

Ma il risultato artistico più completo di questa fase dei suoi studi sulla proporzione Dürer lo propose nella incisione su rame del mwamgmwamkPeccato originale, datata mwamo1504. Per la figura di Adamo egli fece probabilmente riferimento (come già per l'Apollo del disegno di Londra) a una riproduzione dellmwams'mwamwmwam0Apollo del Belvedere, statua scoperta solo pochi anni prima in uno scavo presso mwam4Roma. Tra gli animali che abitano nel Paradiso insieme alla coppia sono lepri, gatti, un bue e un alce, che vengono interpretati come simboli dei quattro temperamenti umani; il camoscio sulla roccia simboleggia l'occhio di Dio che dall'alto tutto vede, e il pappagallo la lode innalzata al creatore.

Vita della Vergine

Ancor prima di completare la frammentaria mwanemwaniGrande Passione, Dürer aveva già iniziato a lavorare su un nuovo progetto: la serie xilografica della mwanmmwanqVita della Vergine, che doveva aver iniziato già poco dopo il 1500; entro il 1504 portò a termine sedici fogli e l'intera serie fu completata solo nel 1510-1511.

La raffigurazione con la mwanyNascita della Vergine è forse il foglio più bello di tutta la serie. Dürer fece una descrizione realistica dell'attività in una camera per mwancpuerpere nella Germania del tempo. La partoriente, sant'Anna, è assistita da due donne e giace in un letto sfarzoso, posto alla profonda estremità della stanza. Intanto, la neonata viene preparata per il bagno da un'altra ancella. Le restanti donne presenti trovano ristoro dalle fatiche compiute nel "rinfresco del battesimo", costume in uso all'epoca.

Studi e disegni all'inizio del secolo

In questo periodo della prima maturità, Albrecht Dürer fu sollecitato dalla diffusa devozione per la Madonna a composizioni nuove e talvolta sorprendenti, come per esempio quella del disegno a penna e ad acquerello del mwan81503, la mwaoamwaoeMadonna degli Animali. La figura di Maria col Bambino è un'evoluzione ulteriore della Vergine dell'incisione della mwaoiMadonna con la scimmia: anch'ella siede come in trono su di un sedile erboso; intorno a lei sono disegnati piante e animali in gran numero; sullo sfondo a destra è raffigurato l'annuncio dell'angelo ai pastori, mentre a grande distanza si avvicina da sinistra il corteo dei tre re Magi.

Cristo è dunque rappresentato come Signore non solo degli uomini, ma anche degli animali e delle piante. La volpe legata a una corda rappresenta il male, privato della sua libertà di agire. Probabilmente questo disegno a penna e acquerello era un lavoro preparatorio per un dipinto o una grande incisione su rame. Ma ciò che veramente colpisce in questo foglio è l'mwaoqiconografia, per la quale non esiste confronto. Una gran quantità di studi e di incisioni su rame mettono in evidenza l'interesse che Dürer ebbe per le immagini della flora e della fauna.

Il mwaoyLeprotto è datato 1502, e mwaocmwaogLa grande zolla porta la data, appena ancora leggibile, del 1503. I due fogli (appartenenti al fondo dell'mwaokAlbertina di Vienna), che Dürer fece ad acquerello e mwaooguazzo, sono tra le produzioni più alte dell'arte europea su tali soggetti. Mai animali e piante furono compresi nel loro essere in forme più compiute che in questi realistici studi di natura, anche se il pittore non eccede nella riproduzione dei dettagli. Proprio nell'immagine della lepre si nota che, accanto ai punti in cui i peli sono accuratamente tratteggiati, ce ne sono altri in cui non se ne dà il minimo conto nel campo di colore; e anche per la zolla di terra, il terreno dal quale spuntano fuori le erbe è solo sommariamente accennato.

Non si sa quale significato abbiano avuto per l'artista stesso opere di questo tipo; infatti, diversamente dai paesaggi ad acquerello, esse riaffiorano molto raramente in altri contesti. Tuttavia, poiché Dürer fece con estrema cura alcuni studi di natura su mwapipergamena, si potrebbe supporre che accordasse a esse un valore intrinseco che si fondava, in ugual misura, sia sull'apparente realismo che sulla virtuosa esecuzione tecnica.

Un ruolo particolare fra gli studi di animali acquistano i mwapqdisegni con cavalli. Essi infatti documentano con estrema chiarezza che Dürer doveva conoscere gli studi di Leonardo sui cavalli delle stalle di Galeazzo Sanseverino a mwapuMilano. Sanseverino visitò più volte a Norimberga uno degli amici più intimi di Dürer, mwapyWillibald Pirckheimer, che avrebbe potuto fargli conoscere le incisioni dei disegni di cavalli fatti da Leonardo. Il risultato dell'incontro con gli studi di Leonardo (preparatori del mwapcmonumento Sforza) è evidente nell'incisione su rame del mwapgPiccolo cavallo del 1505, in cui l'elemento leonardesco è riconoscibile specialmente nella testa dell'animalecite-ref-p48-25-0[25].

Rispetto ai più famosi studi di animali e di piante o rispetto ai paesaggi ad acquerello, molto minore attenzione hanno incontrato gli studi di costume eseguiti a pennello. Tra questi è da annoverare il disegno del mwap4Cavaliere del 1498 (ora a Vienna), sul cui margine superiore Dürer pose queste parole: «Questa era l'armatura dell'epoca in Germania». Gli errori di disegno nella teste e nelle zampe anteriori del cavallo, come anche la cromia limitati ai toni blu e di bruno, fanno ipotizzare che il foglio fosse stato concepito come uno studio di natura. Solo nel mwap81513 questo disegno trovò una nuova utilizzazione, insieme con uno studio di paesaggio più vecchio, nella famosa incisione mwaqaIl cavaliere, la morte e il diavolo.

Un altro studio di costume, la mwaqiDama di Norimberga in abito da sposa (o da ballo) del 1500, viene inserito nel mwaqm1503 da Dürer nella prima incisione su rame datata, intitolata le mwaqqInsegne della morte. L'elmo che qui figura riprende invece uno studio ad acquerello che mostra un elmo da torneo ripreso da tre punti diversi. Egli fece dunque confluire diversi lavori preparatori, in questa composizione unitaria, che è un'impressionante allegoria araldica.

Ma non sempre Dürer ha usato gli studi di costume, di animali o di piante per creare i propri lavori grafici. La xilografia su foglio unico dei mwaqySanti eremiti Antonio e Paolo ha assonanze con alcuni suoi studi più antichi. Così, per esempio, il bosco ricorda molto più lo mwaqcStagno in un bosco che non gli alberi dello schizzo di composizione rimastoci, e la testa del capriolo riecheggia un disegno conservato a mwaqgKansas City.

Dipinti alla vigilia del viaggio

Negli anni del XVI secolo che precedono il secondo viaggio in Italia l'artista portò a compimento alcune opere in cui si notano sempre più evidenti legami tra suggestioni italiane e tradizione tedesca, che dovettero spingerlo a cercare un maggiore approfondimento con il nuovo viaggio. opere sicuramente completate in questo periodo sono il mwaremwariCompianto Glim, con un gruppo compatto di figure stretto attorno al corpo adagiato di Cristo, il già citato mwarmmwarqAltare Paumgartner, lmwaru'mwarymwarcAdorazione dei Magi e lmwarg'mwarkmwaroAltare Jabach, in parte perdutocite-ref-p47-22-1[22].

Adorazione dei Magi

Nel limitato numero di dipinti che realizzò nei primi anni del XVI secolo, il più eccezionale è lmwase'mwasimwasmAdorazione dei Magi del mwasq1504, commissionato da mwasuFederico il Saggio e conservato agli Uffizi di Firenze.

La composizione appare semplice, e il legame tra la struttura architettonica delle rovine e il paesaggio è continuo. Dal punto di vista cromatico, il quadro è caratterizzato dalla terna di colore rosso, verde e mwascardesia. Probabilmente l'artista non progettò gli archi a tutto sesto, nota architettonica dominante nel quadro, in relazione con la costruzione e prospettiva centrale (che è rilevabile nel gradino al lato destro), ma piuttosto li costruì a parte e solo in un secondo momento li inserì nella composizione. Nel quadro si inseriscono poi gli studi di natura della farfalla e del cervo volante, simboli della salvezza dell'uomo ottenuta per mezzo del sacrificio di Cristo.

Erano anni di epidemie frequenti (lo stesso Dürer si ammalò) e Federico di Sassonia, collezionista di mwaskreliquie e probabilmente mwasoipocondriaco, stava ampliando il numero di santi rappresentati nella sua chiesa. Fu probabilmente in questo periodo che richiese a Dürer di aggiungere i santi laterali per lmwass'mwaswmwas0Altare di Dresdacite-ref-p48-25-1[25].

Il secondo viaggio in Italia

Nella primavera o ai primi di autunno del mwato1505, Dürer interruppe il lavoro e si mise nuovamente in viaggio verso l'Italia, probabilmente con l'occasione di sfuggire a un'epidemia che aveva colpito la sua città. Egli desiderava inoltre completare le proprie conoscenze sulla prospettiva e ritrovare un ambiente culturale ricco e stimolante ben più di Norimberga. Se per il primo viaggio le notizie sono piuttosto scarne, il secondo è invece ben documentato, grazie innanzitutto alle dieci lettere che indirizzò all'amico Willibald Pirckheimer, spesso ricche di gustosi particolari che descrivono le sue aspirazioni e i suoi stati d'animo, talvolta travagliaticite-ref-p52-26-0[26]. Avrebbe voluto portare con sé il fratello Hans, ma la madre anziana e apprensiva non concesse il permessocite-ref-p52-26-1[26].

Seguendo lo stesso tragitto della volta precedente prese la via del sud, diretto a Venezia, facendo una prima sosta ad mwauqAugusta, patria della famiglia mwauuFugger, che lo avrebbe ospitato nella città lagunare. Già in quell'occasione ricevette la proposta di dipingere una pala per la chiesa della comunità tedesca veneziana, mwauySan Bartolomeo, da terminare per la metà del maggio mwauc1506. Passò poi per il mwaugTirolo, i valichi alpini, e la mwaukvalle dell'Adigecite-ref-p53-27-0[27].

Il Dürer che arrivava in Italia questa volta non era più il giovane artista sconosciuto di dieci anni prima, ma un artista conosciuto e apprezzato in tutta Europa, soprattutto grazie alle sue incisioni, così ammirate e copiate frequentemente. Per pagarsi il viaggio e provvedere ai bisogni si era portato dietro alcuni dipinti che contava di vendere, tra cui probabilmente la mwau8mwavaMadonna di Bagnacavallo. Inoltre contava di lavorare guadagnando con la propria artecite-ref-p53-27-1[27].

Arrivato a Venezia si immerse nell'ambiente cosmopolita della città, comprò nuovi abiti eleganti, descritti nelle lettere, e frequentò personaggi colti, estimatori d'arte e musicisti, come un perfetto gentiluomo. Raccontò che talvolta era così ricercato dagli amici da doversi nascondere per trovare un po' di pace: sicuramente la sua figura slanciata e dal portamento elegante non doveva passare inosservatacite-ref-p54-28-0[28].

Suscitava anche antipatie, soprattutto nei colleghi italiani che, come egli stesso scrisse nelle sue lettere, "imitano la mia opera nelle chiese dovunque sia loro possibile, poi la criticano e dicono che non è eseguita secondo la maniera antica, e per questo non andrebbe bene". Egli fa il nome di due soli artisti locali: mwavsJacopo de' Barbari e mwavwGiovanni Bellini. Quest'ultimo, di età ormai avanzata, era ritenuto da Dürer ancora il migliore sulla piazza ed aveva ricevuto da lui benevolenza e stima, andando a trovarlo ed esprimendo addirittura il desiderio di acquistare qualche suo lavoro, disponibile anche a pagarlo bene; un'altra volta il Bellini aveva elogiato il tedesco pubblicamentecite-ref-p54-28-1[28].

Jacopo de' Barbari, detto "Meister Jakob", era il protetto del norimberghese presente a Venezia Anton Kolb; verso questo collega Dürer ebbe parole di lieve sarcasmo, quando scrisse che in Italia erano molti gli artisti più bravi di lui.

La Festa del Rosario e altre opere veneziane

Il secondo soggiorno nella città lagunare durò quasi un anno e mezzo. Quasi subito, ancor prima di mettersi al lavoro alla grande pala d'altare, dipinse il mwawwmwaw0Ritratto di giovane veneziana. Sebbene il quadro, che porta la data del 1505 e che si trova a Vienna, non sia stato portato a termine completamente da lui, può essere considerato il ritratto femminile più affascinante tra quelli di sua mano. Dürer preparò questa pala con la massima cura.

Tra i singoli studi conservati, il mwaw8Ritratto di un architetto (ora a Berlino, come la maggior parte dei fogli compiuti a Venezia) è eseguito su carta blu ad acquerello bianco e nero, con la tecnica del disegno a pennello che aveva appreso dai pittori del posto. Tra i lavori preparatori costituisce un'eccezione lo mwaxaStudio per il mantello del papa (conservato a Vienna), un semplice disegno a pennello su carta bianca in cui il motivo del mwaxemantello è però accennato in un morbido colore mwaxiocra e mwaxmvioletto.

L'opera più importante del soggiorno veneziano è però senza dubbio la mwaxumwaxyFesta del Rosario, cioè la pala di cui aveva già discusso ad Augusta per decorare la chiesa della comunità tedesca gravitante attorno al mwaxcFontego dei Tedeschi. L'opera non fu realizzata così velocemente come il committente mwaxgJacob Fugger aveva sperato, ma richiese cinque mesi, venendo conclusa solo alla fine del settembre del 1506, quando l'artista comunicò la notizia a Pirckheimer. Prima che fosse terminata, il mwaxkdoge e il mwaxopatriarca di Venezia, con la nobiltà cittadina, si erano recati nella sua bottega per vedere la tavola. Anni dopo, in una lettera al Senato di Norimberga del mwaxs1524, il pittore ricordò come in quell'occasione il doge gli avesse proposto di diventare pittore della Serenissima, con un'ottima offerta retributiva (200 mwaxwducati all'anno) che egli però declinòcite-ref-p56-29-0[29].

Pare che anche molti artisti locali andarono a vedere l'opera, tra cui il decano dei pittori veneziani, mwaygGiovanni Bellini, che in più di un'occasione manifestò la sua stima al pittore tedesco, peraltro ricambiatacite-ref-p56-29-1[29]. Il soggetto della tavola era legato alla comunità teutonica veneziana, attiva commercialmente nel mway0Fontego dei Tedeschi e che si riuniva nella mway4Confraternita del Rosario, fondata a mway8Strasburgo nel mwaza1474 da mwazeJacob Sprenger, l'autore del mwazimwazmMalleus Maleficarum. Essi avevano come scopo la promozione del culto della mwazqVergine del Rosario. Nel dipinto il maestro tedesco assorbì le suggestioni dell'arte veneta del tempo, come il rigore compositivo della composizione piramidale con al vertice il trono di Maria, la monumentalità dell'impianto e lo splendore cromatico, mentre di gusto tipicamente nordico è l'accurata resa dei dettagli e delle fisionomie, l'intensificazione gestuale e la concatenazione dinamica tra le figurecite-ref-dvc-30-0[30]. L'opera è infatti memore della calma monumentalità di mwazkGiovanni Bellini, con l'omaggio esplicito dell'angelo musicante già presente, ad esempio, nella mwazomwazsPala di San Giobbe (1487) o nella mwazwmwaz0Pala di San Zaccaria (1505)cite-ref-p56-29-2[29].

A Venezia Dürer fece alcuni ritratti di notabili locali, sia maschili che femminili, e realizzò altre due opere a soggetto religioso: la mwa0mmwa0qMadonna del Lucherino, molto simile alla mwa0umwa0yFesta del Rosario da apparire come un dettaglio di essa, e il mwa0cmwa0gCristo dodicenne tra i dottori, che, come ricorda la firma apposta sull'opera, l'artista realizzò in appena cinque giorni utilizzando un sottile strato di colore con pennellate fluide. Lo schema compositivo di quest'opera è serrato, con una serie di personaggi a mezza figura attorno al Cristo bambino che disputano le verità della religione: si tratta di una vera e propria galleria di personaggi, influenzata dagli studi di Leonardo sulle fisionomie, in cui appare anche una vera e propria caricaturacite-ref-p59-31-0[31].

Il rientro (1507)

Alla fine del suo soggiorno, ai primi del mwa081507, l'artista si recò a Bologna, dove cercò qualcuno che gli avrebbe insegnato "l'arte segreta della prospettiva"cite-ref-p59-31-1[31]. Prima di partire scrisse a Pirckheimer queste testuali parole: "O, wie wird mich nach der Sonne frieren! Hier bin ich ein Herr, daheim ein Schmarotzer." (Traduzione: "Oh, come sarà per me freddo, dopo il sole! Qui (a Venezia) sono un signore, in patria un parassita")cite-ref-32[32].

Durante il viaggio di ritorno in patria, acquerellò diversi paesaggi, come il mwa1kCastello alpino ora a mwa1oBraunschweig - che è forse quello di mwa1sSegonzano - il mwa1wCastello di Trento del mwa10British Museum, la mwa14Veduta di Arco al mwa18Museo del Louvre, e quella di mwa2aInnsbruck a mwa2eOxford; nel confronto di tali paesaggi con quelli da lui composti precedentemente al viaggio in Italia si nota la resa più sciolta e la maggiore libertà di osservazione.

Il trattato sulla proporzione

Tornato a Norimberga Dürer, mosso dagli esempi di mwa24Leon Battista Alberti e mwa28Leonardo da Vinci, avrebbe voluto mettere nero su bianco, in un mwa3atrattato, le conoscenze teoriche acquisite sull'operare artistico, in particolare sulle proporzioni perfette del corpo umano. Si dedicò così a studi che solo in parte arrivarono alla pubblicazionecite-ref-p59-31-2[31].

Secondo Dürer, in opposizione ad alcuni non meglio precisati trattisti italiani, che "parlano di cose che non sono poi in grado di fare", la bellezza del corpo umano non si basava su concetti e calcoli astratti, ma era qualcosa che si basava innanzitutto sul calcolo empirico. Per questo si dedicò alla misurazione di un gran numero di individui, senza però riuscire ad approdare a un modello definitivo e ideale, essendo esso mutabile in relazione ai tempi e alle mode. "Che cosa sia la bellezza io non lo so... Non ne esiste una che sia tale da non essere suscettibile di ulteriore perfezionamento. Solo Dio ha questa sapienza e quegli cui lui lo rivelasse, questi ancora lo saprebbe"cite-ref-p60-33-0[33].

Questi studi culminarono, nel mwa3s1507, con la creazione delle due tavole di mwa3wmwa30Adamo ed Eva conservate al mwa34Museo del Prado, in cui la bellezza ideale dei soggetti non scaturisce dalla regola classica delle proporzioni di mwa38Vitruvio, ma da un approccio più empirico, che lo porta a creare figure più slanciate, aggraziate e dinamiche. La novità si vede bene confrontando l'opera con l'incisione del mwa4amwa4ePeccato originale di qualche anno prima, in cui i progenitori erano irrigiditi da una geometrica soliditàcite-ref-p60-33-1[33].

Pale d'altare

Tornato da Venezia ricevette nuove commissioni per grandi pale d'altare. mwa44Federico il Saggio gli richiese una nuova tavola, il mwa48mwa5aMartirio dei Diecimila (completato nel mwa5e1508), in cui l'artista, come divenuta consuetudine in quegli anni, si ritrasse tra i personaggi vicino all'iscrizione con la sua firma e la datacite-ref-p60-33-2[33].

Una seconda opera fu la tavola centrale dellmwa5c'mwa5gmwa5kAltare Heller, un trittico con sportelli mobili commissionato dal mercante di mwa5oFrancoforte Jakob Heller, con gli scomparti laterali dipinti da aiuti. La tavola centrale, distrutta in un incendio nel mwa5s1729 e conosciuta solo grazie a una copia del mwa5w1615, mostra una complessa fusione delle iconografie dell'Assunzione dell'Incoronazione della Vergine, che riprendeva un dipinto di mwa50Raffaello visto in Italia, la mwa54mwa58Pala degli Oddicite-ref-p60-33-3[33].

La terza pala d'altare fu lmwa6u'mwa6ymwa6cAdorazione della Santissima Trinità, realizzata per la cappella della "Casa dei Dodici fratelli", un'istituzione caritatevole di mwa6gNorimberga. L'opera mostra una visione celeste in cui Dio Padre, con la corona imperiale, tiene la croce del figlio ancora vivo, mentre in alto fa la sua comparsa la mwa6kcolomba dello Spirito Santo in un nimbo luminoso circondato da cherubini. Due anelli adoranti si dispongono attorno alla Trinità: tutti i santi e, più in basso, la comunità cristiana guidata dal papa e dall'imperatore. Più in basso, in un vastissimo paesaggio, l'artista rappresentò sé stesso, isolatocite-ref-p61-34-0[34].

A parte queste grandi opere il secondo decennio del Cinquecento segnò una certa stasi nell'attività pittorica, in favore di un impegno sempre più profondo negli studi di geometria e teoria esteticacite-ref-p61-34-1[34].

I Meisterstiche

Questo periodo per l'artista è anche quello delle incisioni più celebri, grazia all'ormai completa padronanza del mwa8cbulino, che gli permise di realizzare una serie di capolavori sia sul piano della tecnica che di quello della concentrazione fantastica.

Risalgono infatti al mwa8k1513-mwa8o1514 le tre opere allegoriche del mwa8smwa8wCavaliere, la morte e il diavolo, il mwa80mwa84San Girolamo nella cella e mwa88mwa9aMelencolia I. Le tre incisioni, note come i mwa9eMeisterstiche, sebbene non legate dal punto di vista compositivo, rappresentano tre esempi diversi di vita, legati rispettivamente alle virtù morali, intellettuali e teologichecite-ref-p62-35-0[35].

Nuovi ritratti

Nel mwa-e1514 morì la madre, pochi mesi dopo che l'artista le aveva fatto un ritratto a carboncino di drammatico realismo, quando essa era già malata e presagiva la finecite-ref-p62-35-1[35].

Due anni dopo dipinse il mwa-cmwa-gritratto di Michael Wolgemut, l'antico maestro, che morì tre anni dopo. In quell'occasione Dürer riprese in mano il foglio per aggiungervi "aveva 82 anni e ha vissuto fino al 1519, quando è morto il mattino del giorno di sant'Andrea, prima del sorgere del sole"cite-ref-p62-35-2[35].

Al servizio di Massimiliano I

Nella primavera del mwa-81512, mwbaaMassimiliano I d'Asburgo si era fermato per più di due mesi a mwbaeNorimberga, dove aveva conosciuto Dürer. Per celebrare l'imperatore e la sua casata l'artista concepì allora un'impresa mai vista, quella di una gigantesca xilografia, vera antesignana dei mwbaiposter, composta da 193 blocchi stampati separatamente e riuniti insieme a formare un grande mwbammwbaqArco trionfale, con storie della vita di Massimiliano e dei suoi antenati. Essa richiese, oltre al contributo di Dürer, quello di eruditi, architetti e intagliatoricite-ref-p62-35-3[35]. La straordinaria composizione venne ricompensata all'artista con un beneficio annuo di cento fiorini, che doveva essergli corrisposto dalla municipalità di Norimberga.cite-ref-p62-35-4[35]. Nel mwba01515 disegnò una mwba4xilografia di un mwba8rinoceronte indiano di cui aveva sentito parlare, che divenne nota come mwbbaRinoceronte di Dürercite-ref-36[36].

Ancora nel mwbby1518, durante la mwbbcDieta di Augusta, Dürer venne chiamato dal sovrano per ritrarlo. Fece un disegno a matita dal vero, dal quale avrebbe poi ricavato il ritratto su tavola, a margine del quale annotò con un certo orgoglio: "È l'imperatore Massimiliano che io Albrecht Dürer ho ritratto ad Augusta, su in alto nel palazzo, dentro la sua piccola stanzetta, lunedì 28 giugno 1518"cite-ref-p63-37-0[37].

Il 12 gennaio mwbb01519 la morte dell'imperatore colse l'artista di sorpresa, acuendo il dolore in un momento di crisi personale. Il suo amico Pirckheimer scrisse infatti in una lettera a un altro umanista "Dürer sta male", avvertendone tutto il disagiocite-ref-p63-37-1[37]. Il Senato di Norimberga aveva infatti approfittato della morte del sovrano per interrompere il pagamento del vitalizio annuo, che costrinse l'artista a partire per un lungo viaggio nei Paesi Bassi per incontrare il suo successore, mwbciCarlo V, e ottenere la conferma del privilegiocite-ref-p63-37-2[37].

Oltre i disagi di natura economica l'artista viveva inoltre in quel periodo il turbamento per la predicazione di mwbcgMartin Lutero. Nella dottrina del frate agostiniano riuscì però a trovare un rifugio dal suo disagio e all'inizio del mwbck1520 scrisse una lettera al bibliotecario di mwbcoFederico di Sassonia in cui esprimeva la volontà di incontrare Lutero per farne un ritratto, in segno di ringraziamento e stima, cosa che alla fine mai avvennecite-ref-p65-38-0[38].

Nel mwbda1519 un artista olandese, mwbdeJan van Scorel, incontrò a Norimberga Dürer, dopo essersi appositamente recato in viaggio, ma lo trovò così preso dalle questioni religiose che preferì rinunciare alle richieste di insegnamenti e se ne ripartìcite-ref-p65-38-1[38].

Il viaggio nei Paesi Bassi (1520-1521)

Il 12 luglio mwbd41520 Dürer si accinse dunque a partire per l'ultimo dei suoi grandi viaggi, che lo tenne lontano da casa per un intero anno. A differenza degli altri viaggi, venne accompagnato dalla moglie Agnes e da una domestica; inoltre tenne un diario in cui annotò gli accadimenti, le impressioni e i tornaconticite-ref-p65-38-2[38]. Durante tutto il viaggio l'artista non mangiava mai con la moglie, ma piuttosto preferiva farlo da solo o con un ospitecite-ref-p65-38-3[38].

Oltre alla necessità di incontrare Carlo V, il viaggio rappresentava l'occasione di un giro commerciale, nonché rendeva possibile incontrare artisti, amici e committenti. Al ritorno però annotò, anche se senza rammarico, che facendo i conti tra quanto aveva guadagnato e quanto aveva speso ne era uscito in perditacite-ref-p65-38-4[38].

Partito con una grande quantità di stampe e dipinti, che contava di vendere o di regalare, l'artista fece una prima tappa via terra a mwbe0Bamberga, dove il vescovo li accolse con cordialità. Navigò poi fino a mwbe4Magonza e mwbe8Colonia; poi con cinque giorni di viaggio via terra raggiunse mwbfaAnversa, dove alloggiò presso un certo Blankvelt che offriva loro anche il vittocite-ref-p65-38-5[38]. Il 23 ottobre assistette all'incoronazione di Carlo V e il 12 novembre, "con grandi fatiche e sforzi"cite-ref-39[39], ottenne udienza dall'imperatore e la riconferma della rendita. Nel frattempo visitò molti luoghi, incontrando artisti e mercanti che lo riconobbero come grande maestro, trattandolo con magnificenza e cordialitàcite-ref-p66-40-0[40]. Tra gli altri conobbe mwbf0Luca da Leida, e mwbf4Joachim Patinir, che lo invitò alla sua festa di nozze e chiese il suo aiuto per alcuni disegnicite-ref-p66-40-1[40].

Poté inoltre ammirare i capolavori della mwbgqpittura fiamminga e venne ricevuto da numerose personalità di rango. Tra tutte queste mwbguMargherita d'Austria, la governatrice dei Paesi Bassi figlia di Massimiliano, lo chiamò a Bruxelles, gli mostrò molta benevolenza e gli promise di intercedere presso Carlo. L'artista le fece dono di una sua Passione e di una serie di incisioni.

Tornato nella sua città malato e stanco, si dedicò soprattutto alla produzione di incisioni e alla scrittura dei trattati di geometria e scienza delle fortificazionicite-ref-p66-40-2[40].

L'avvicinamento alla dottrina protestante si rifletté anche nella sua arte, abbandonando quasi completamente i temi profani e i ritratti, preferendo sempre più i soggetti evangelici, mentre il suo stile si faceva più severo ed energetico. Il progetto per una sacra conversazione, di cui restano numerosi, stupendi studi, venne probabilmente accantonato proprio per le mutate condizioni politiche e il clima ormai ostile verso le immagini sacre, accusate di alimentare l'mwbhiidolatriacite-ref-p66-40-3[40].

Per difendersi forse da questa accusa, nel mwbhg1526, in piena epoca luterana, dipinse le due tavole con i monumentali mwbhkmwbhoQuattro Apostoli, veri campioni di virtù cristiana, che donò al municipio della propria città. Si tratta di testimonianza della spiritualità maturata con la riforma luterana e apice della sua ricerca pittorica tesa alla ricerca della bellezza espressiva e della precisione della rappresentazione della persona umana e della rappresentazione prospettica dello spaziocite-ref-p67-41-0[41].

Lo stesso anno dipinse gli ultimi ritratti, quelli di mwbiaBernhart von Reesen, mwbieJakob Muffel, mwbiiHieronymus Holzschuher e mwbimJohann Klebergercite-ref-p67-41-1[41].

Del mwbik1525 è un trattato di mwbioprospettiva nell'ambito della mwbisgeometria descrittiva e Nel mwbiw1527 fece pubblicare il mwbi0Trattato sulle fortificazioni di città, castelli e borghicite-ref-p67-41-2[41]; nel mwbji1528 uscirono poi quattro libri sulle proporzioni del corpo umano.

Morte

Dürer, malato già da tempo, morì il 6 aprile mwbju1528 nella sua casa di Norimberga e fu sepolto nel cimitero della chiesa di San Giovanni, ove riposa tuttora. Era rimasto fedele all'insegnamento di Lutero, mentre il suo amico Pirckheimer aveva mwbjcabiurato tornando al mwbjgcattolicesimocite-ref-p67-41-3[41]. Sulla lapide dell'amico artista Pirckheimer fece incidere l'epigrafe latina: "Ciò che di mortale fu di Albrecht Dürer riposa in questa tomba"cite-ref-p67-41-4[41].

Non avendo avuto figli, Albrecht Dürer lasciò in eredità alla moglie la casa e una cospicua somma in denaro: al momento del decesso era uno dei dieci cittadini più ricchi di Norimberga.

Le ricerche

La fama di Dürer è dovuta anche ai suoi studi e alle sue ricerche a carattere scientifico soprattutto in campi come la mwbkqgeometria, la mwbkuprospettiva, l'mwbkyantropometria e l'mwbkcastronomia, quest'ultima testimoniata da una celebre carta celeste con polo eclittico. Fortemente influenzato dagli studi di mwbkgLeonardo da Vinci, Dürer concepì l'idea di un trattato sulla pittura intitolato mwbkkUnderricht der Malerei con il quale intendeva fornire ai giovani pittori tutte le nozioni che egli aveva potuto acquisire grazie alla sua esperienza di ricerca, ma non riuscì però nell'intento che si era inizialmente prefissato. I suoi scritti ebbero molta importanza per la formazione del linguaggio scientifico tedesco, e alcuni trattati sulle prospettive e sulle proporzioni scientifiche del mwbkocorpo umano risultarono utili ai cadetti pittori dell'epoca.

Dürer è inoltre autore di un importante lavoro sulla geometria in quattro libri intitolato "I quattro libri sulla misurazione" (mwbkwUnderweysung der Messung mit dem Zirckel und Richtscheyt or mwbk0Instructions for Measuring with Compass and Ruler). Nell'opera il pittore focalizza l'attenzione sulla geometria lineare. Le costruzioni geometriche di Dürer includono eliche, spirali e coniche. Egli trasse ispirazione dal matematico della Grecia Antica mwbk4Apollonio, oltre che dal libro del suo contemporaneo e concittadino mwbk8Johannes Werner intitolato 'Libellus super viginti duobus elementis conicis' del 1522.

Curiosità

• A Dürer è stato intitolato il mwblqcratere Dürer, sulla superficie di mwbluMercurio, e l'mwblyasteroide mwblc3104 Dürercite-ref-42[42].
• mwbl0Sigmund Freud teneva nel suo studio di Vienna le riproduzioni delle opere di Dürer mwbl4Il bacio di Giuda e mwbl8mwbmaSan Girolamo nella cellacite-ref-43[43]

Opere

Dipinti

Giovinezza (1490–1494)

• mwbmwmwbm0Ritratto di Barbara Holper (fronte) e mwbm4Paesaggio roccioso con draghi (retro), 1490, 47.2 × 35.7 × 0.6mwbm8 cm, olio su tavola di abete (mwbnaGermanisches Nationalmuseum, mwbneNorimberga, mwbniGermania)cite-ref-bdbd-44-0[44]
• mwbngmwbnkRitratto di Albrecht Dürer il Vecchio (fronte) e mwbnoStemma combinato delle famiglie Dürer e Holper (retro), 1490, 47.5 × 39.5mwbns cm, olio su tavola (mwbnwGalleria degli Uffizi, mwbn0Firenze, mwbn4Italia)cite-ref-bdbd-44-1[44]cite-ref-45[45]cite-ref-46[46]
• mwbowmwbo0Uomo dei dolori, c. 1492-1493, 37 × 26mwbo4 cm, olio su tavola di conifera (mwbo8Staatliche Kunsthalle, mwbpaKarlsruhe, mwbpeGermania)cite-ref-47[47]
• mwbpcmwbpgAutoritratto con fiore d'eringio, 1493, 56.5 × 44.5mwbpk cm, olio su mwbpovellum, trasferito su tela di lino (mwbpsMuseo del Louvre, mwbpwParigi, mwbp0Francia)cite-ref-48[48]

Primo viaggio in Italia (1494–1495) e maturità (1495–1505)

• mwbqumwbqyMadonna di Bagnacavallo (o mwbqcMadonna del Patrocinio), 1495, 47.8 × 36.5mwbqg cm, olio su tavola (mwbqkFondazione Magnani-Rocca, mwbqoMamiano, mwbqsItalia)cite-ref-49[49]
• mwbremwbriPolittico dei Sette Dolori, smembrato:

• mwbruMater Dolorosa, c. 1495-1498, 110 × 43.6mwbry cm, olio su tavola di pino (mwbrcAlte Pinakothek, mwbrgMonaco di Baviera, mwbrkGermania)cite-ref-50[50]
• mwbr8Circoncisione di Gesù, c. 1495-1496, 63 × 45.5mwbsa cm, olio su tavola (mwbseGemäldegalerie Alte Meister, mwbsiDresda, mwbsmGermania)cite-ref-51[51]
• mwbskFuga in Egitto, c. 1495-1496, 63 × 46mwbso cm, olio su tavola (mwbssGemäldegalerie Alte Meister, mwbswDresda, mwbs0Germania)cite-ref-52[52]
• mwbtmCristo tra i Dottori del Tempio, c. 1495-1496, 62.5 × 45mwbtq cm, olio su tavola (mwbtuGemäldegalerie Alte Meister, mwbtyDresda, mwbtcGermania)cite-ref-53[53]
• mwbt0Via Crucis, c. 1495-1496, 63 × 44.5mwbt4 cm, olio su tavola (mwbt8Gemäldegalerie Alte Meister, mwbuaDresda, mwbueGermania)cite-ref-54[54]
• mwbucCristo inchiodato sulla croce, c. 1495-1496, 62 × 46.5mwbug cm, olio su tavola (mwbukGemäldegalerie Alte Meister, mwbuoDresda, mwbusGermania)cite-ref-55[55]
• mwbveCrocifissione, c. 1495-1496, 63.5 × 45.5mwbvi cm, olio su tavola (mwbvmGemäldegalerie Alte Meister, mwbvqDresda, mwbvuGermania)cite-ref-56[56]
• mwbvsDeposizione, c. 1495-1496, 63 × 46mwbvw cm, olio su tavola (mwbv0Gemäldegalerie Alte Meister, mwbv4Dresda, mwbv8Germania)cite-ref-57[57]

• mwbwumwbwyRitratto di Federico il Saggio, 1496, 76 × 57mwbwc cm, tempera su tela (mwbwgGemäldegalerie, mwbwkBerlino, mwbwoGermania)cite-ref-58[58]
• mwbxamwbxeAltare di Dresda, 1496mwbxi 117 × 96.5mwbxm cm (pannello centrale) e 114 × 45mwbxq cm (ciascun pannello laterale), olio su tela (mwbxuGemäldegalerie Alte Meister, mwbxyDresda, mwbxcGermania)cite-ref-59[59]
• mwbx0mwbx4San Girolamo penitente (fronte) e mwbx8Scena celeste (retro), c. 1496, 23.1 × 17.4mwbya cm, olio su tavola di pero (mwbyeNational Gallery, mwbyiLondra, mwbymRegno Unito)cite-ref-60[60]
• mwbykmwbyoMadonna Haller (fronte) e mwbysmwbywLot e le sue figlie in fuga da Sodoma (retro), c. 1496-1499, 52.4 × 42.2mwby0 cm, olio su tavola (mwby4National Gallery of Art, mwby8Washington, mwbzaStati Uniti d'America)cite-ref-61[61]cite-ref-62[62]
• mwbzomwbzsRitratto di Albrecht Dürer il Vecchio (copia da Dürer), 1497 (originale) e tardo mwbzwXVI secolo (copia), 51 × 40.3mwbz0 cm, olio su tavola di tiglio (mwbz4National Gallery, mwbz8Londra, mwbaaRegno Unito)cite-ref-63[63]
• mwbaymwbacFürlegerin con i capelli sciolti, 1497, 56.3 × 43.2mwbag cm, olio su tela (mwbakStädel, mwbaoFrancoforte sul Meno, mwbasGermania)cite-ref-stadel-64-0[64]
• mwbbemwbbiFürlegerin con i capelli raccolti, 1497, 56.5 × 42.5mwbbm cm, olio su tela (mwbbqGemäldegalerie, mwbbuBerlino, mwbbyGermania)cite-ref-stadel-64-1[64]
• mwbbwRitratto d'uomo, 1497–98, 24.2×20mwbb0 cm, olio su pergamena montata su tavola (Collezione Heinz Kisters, mwbb4Kreuzlingen, mwbb8Svizzera)
• mwbcemwbciAutoritratto con guanti, 1498, 52 × 41mwbcm cm, olio su tavola (mwbcqMuseo del Prado, mwbcuMadrid, mwbcySpagna)cite-ref-65[65]
• mwbcwmwbc0Compianto sul Cristo morto, 1498, 150 × 120.6mwbc4 cm, olio su tavola di mwbc8pino silvestre (mwbdaGermanisches Nationalmuseum, mwbdeNorimberga, mwbdiGermania)cite-ref-66[66]
• mwbdgmwbdkRitratto di Hans Tucher (fronte) e mwbdoStemma combinato delle famiglie Tucher e Rieter (retro), 1499, 28 × 24mwbds cm, olio su tavola (Museo del mwbdwCastello di Weimar, mwbd0Weimar, mwbd4Germania)cite-ref-67[67]
• mwbeqmwbeuRitratto di Felicitas Tucher, 1499, 28 × 24mwbey cm, olio su tavola (Museo del mwbecCastello di Weimar, mwbegWeimar, mwbekGermania)cite-ref-68[68]
• mwbe8mwbfaRitratto di Elspeth Tucher, 1499, 29.1 × 23.3mwbfe cm, olio su tavola di tiglio (Gemäldegalerie Alte Meister, mwbfmKassel, mwbfqGermania)cite-ref-69[69]cite-ref-70[70]
• mwbf4mwbf8Ritratto di Oswolt Krel, 1499, 50 × 39mwbga cm (pannello centrale) e 50 × 16mwbge cm (ciascun pannello laterale), olio su tavola (mwbgiAlte Pinakothek, mwbgmMonaco di Baviera, mwbgqGermania)cite-ref-71[71]
• mwbgoRitratto di uomo in figura di San Sebastiano (o mwbgsRitratto di San Sebastiano con una freccia), c. 1499-1505, 52.5 × 41.5mwbgw cm, olio su tavola (mwbg0Accademia Carrara, mwbg4Bergamo, mwbg8Italia)cite-ref-72[72]cite-ref-73[73]
• mwbhkmwbhoAutoritratto con pelliccia, 1500, 67.1 × 48.9mwbhs cm, olio su tavola di tiglio (mwbhwAlte Pinakothek, mwbh0Monaco di Baviera, mwbh4Germania)cite-ref-74[74]
• mwbiqmwbiuErcole uccide gli uccelli stinfalidi, 1500, 84.5 × 107.5mwbiy cm, olio su tela (mwbicGermanisches Nationalmuseum, mwbigNorimberga, mwbikGermania)cite-ref-75[75]
• mwbi8mwbjaAltare Paumgartner, c. 1500 (mwbjeAlte Pinakothek, mwbjiMonaco di Baviera, mwbjmGermania):cite-ref-76[76]cite-ref-77[77]cite-ref-78[78]

• mwbkiNatività, 155 × 126.1mwbkm cm, olio su tavola di tiglio
• mwbkuSan Giorgio, 156.8 × 60.6mwbky cm, olio su tavola di abete
• mwbkgSant'Eustachio, 157 × 60.4mwbkk cm, olio su tavola di abete

• mwbksmwbkwCompianto Glimm, c. 1500, 151.9 × 121.6mwbk0 cm, olio su tavola di abete rosso (mwbk4Alte Pinakothek, mwbk8Monaco di Baviera, mwblaGermania)cite-ref-79[79]
• mwblyMadonna col bambino al seno, 1503, 24.1 × 18.3 × 0.4mwblc cm, olio su tavola di tiglio (mwblgKunsthistorisches Museum, mwblkVienna, mwbloAustria)cite-ref-80[80]
• mwbmamwbmeAdorazione dei Magi, 1504, 99 × 113.5mwbmi cm, olio su tavola (mwbmmGalleria degli Uffizi, mwbmqFirenze, mwbmuItalia)cite-ref-81[81]
• mwbmsRitratto d'uomo, c. 1504, 43 × 29mwbmw cm, olio su tavola (mwbm0Museo di Belle Arti, mwbm4Budapest, mwbm8Ungheria)
• mwbnemwbniRitratto di giovane veneziana, 1505, 32.5 × 24.2mwbnm cm, olio su tavola di mwbnqabete rosso (mwbnuKunsthistorisches Museum, mwbnyVienna, mwbncAustria)cite-ref-82[82]
• mwbn0mwbn4Altare Jabach, smembrato:

• mwboeGiobbe e la moglie, c. 1505, 96 × 51.5 × 0.4mwboi cm, olio su tavola di tiglio (mwbomStädel, mwboqFrancoforte sul Meno, mwbouGermania)cite-ref-stadel2-83-0[83]
• mwbosPifferaio e suonatore di tamburo, c. 1505, 94 × 57mwbow cm, olio su tavola di tiglio (mwbo0Museo Wallraf-Richartz, mwbo4Colonia, mwbo8Germania)cite-ref-stadel2-83-1[83]

• mwbpuSalvator Mundi (incompiuto), c. 1505, 58.1 × 47mwbpy cm, olio su tavola (mwbpcMetropolitan Museum of Art, mwbpgNew York, mwbpkStati Uniti d'America)cite-ref-84[84]

Secondo viaggio in Italia (1505–1507)

• mwbqemwbqiRitratto di Burkard von Speyer, 1506, 31.7 × 26mwbqm cm, olio su tavola (mwbqqRoyal Collection del mwbquRegno Unito)
• mwbqcmwbqgFesta del Rosario, 1506, 162 × 194.5mwbqk cm, olio su tavola (mwbqoGalleria Nazionale, mwbqsPraga, mwbqwRepubblica Ceca)
• mwbq4mwbq8Ritratto di giovane veneziano, 1506, 46 × 35mwbra cm, olio su tavola (mwbrePalazzo Rosso, mwbriGenova, mwbrmItalia)cite-ref-85[85]
• mwbrkmwbroMadonna del Lucherino, 1506, 93.5 × 78.9mwbrs cm, olio su tavola di pioppo (mwbrwGemäldegalerie, mwbr0Berlino, mwbr4Germania)cite-ref-86[86]
• mwbsqmwbsuCristo dodicenne tra i dottori, 1506, 64.3 × 80.3mwbsy cm, olio su tavola (mwbscMuseo Thyssen-Bornemisza, mwbsgMadrid, mwbskSpagna)cite-ref-87[87]
• mwbs8mwbtaRitratto di veneziana, c. 1506, 29.1 × 23.5mwbte cm, olio su tavola di pioppo (mwbtiGemäldegalerie, mwbtmBerlino, mwbtqGermania)cite-ref-88[88]

Norimberga e i capolavori (1507–1520)

• mwbtwmwbt0Adamo ed Eva, 1507, 209 × 81mwbt4 cm (Adamo) e 209 × 80mwbt8 cm (Eva), olio su tavola (mwbuaMuseo del Prado, mwbueMadrid, mwbuiSpagna)cite-ref-89[89]cite-ref-90[90]
• mwbuwRitratto di giovane uomo (fronte) e mwbu0Allegoria dell'Avarizia (retro), 1507, 35 × 29mwbu4 cm, olio su tavola di tiglio (mwbu8Kunsthistorisches Museum, mwbvaVienna, mwbveAustria)cite-ref-91[91]
• mwbvcmwbvgRitratto di ragazza con berretto rosso, 1507, 32.5 × 22.3mwbvk cm, olio su pergamena montata su tavola (mwbvoGemäldegalerie, mwbvsBerlino, mwbvwGermania)cite-ref-92[92]
• mwbwimwbwmMartirio dei Diecimila, 1508, 99 × 87.5 × 2.5mwbwq cm, olio su tavola, mwbwutrasferito su tela (mwbwyKunsthistorisches Museum, mwbwcVienna, mwbwgAustria)cite-ref-93[93]
• mwbw4mwbw8Altare Heller, c. 1508–1509, 189 × 138mwbxa cm (elemento centrale), tempera e olio su tavola (mwbxeMuseo Storico, mwbxiFrancoforte sul Meno, mwbxmGermania)
• mwbxuSacra Famiglia, 1509, 31 × 39mwbxy cm, olio su tavola (mwbxcMuseo Boijmans Van Beuningen, mwbxgRotterdam, mwbxkPaesi Bassi)
• mwbxsmwbxwAdorazione della Santissima Trinità (o mwbx0Altare Landauer), 1511, 135 × 123.4mwbx4 cm, olio su tavola di tiglio (mwbx8Kunsthistorisches Museum, mwbyaVienna, mwbyeAustria)cite-ref-94[94]
• mwbycmwbygMadonna col Bambino disteso (o mwbykMadonna col Bambino e una pera), 1512, 49.3 × 37.4 × 2.8mwbyo cm, olio su tavola di tiglio (mwbysKunsthistorisches Museum, mwbywVienna, mwby0Austria)cite-ref-95[95]
• mwbzmRitratto dell'imperatore Carlo Magno, c. 1511-1513, 215 × 115mwbzq cm (inclusa la cornice), olio e tempera su tavola di tiglio (mwbzuGermanisches Nationalmuseum, mwbzyNorimberga, mwbzcGermania)cite-ref-96[96]
• mwbz0Ritratto dell'imperatore Sigismondo, c. 1511-1513, 215 × 115mwbz4 cm (inclusa la cornice), olio e tempera su tavola di tiglio (mwbz8Germanisches Nationalmuseum, mwb0aNorimberga, mwb0eGermania)cite-ref-97[97]
• mwb0cmwb0gMadonna del Garofano, 1516, 39.7 × 29.3mwb0k cm, olio su pergamena, montata prima su tavola di tiglio e poi di abete (mwb0oAlte Pinakothek, mwb0sMonaco di Baviera, mwb0wGermania)cite-ref-98[98]cite-ref-99[99]
• mwb1ymwb1cRitratto di Michael Wolgemut, 1516, 29.8 × 28.1mwb1g cm, olio e tempera su tavola di tiglio (mwb1kGermanisches Nationalmuseum, mwb1oNorimberga, mwb1sGermania)cite-ref-100[100]
• mwb2eRitratto di un ecclesiastico, 1516, 41.7 × 32.7mwb2i cm, olio su pergamena montata su tessuto (mwb2mNational Gallery of Art, mwb2qWashington, mwb2uStati Uniti d'America)cite-ref-101[101]
• mwb2smwb2wSan Filippo Apostolo (o mwb20Testa di San Filippo), 1516, 45 × 38mwb24 cm, tempera su tela (mwb28Galleria degli Uffizi, mwb3aFirenze, mwb3eItalia)cite-ref-102[102]cite-ref-103[103]cite-ref-104[104]
• mwb38mwb4aSan Giacomo Apostolo (o mwb4eTesta di San Giacomo il Maggiore), 1516, 46 × 37mwb4i cm, tempera su tela (mwb4mGalleria degli Uffizi, mwb4qFirenze, mwb4uItalia)cite-ref-105[105]cite-ref-106[106]cite-ref-107[107]
• mwb5mmwb5qSuicidio di Lucrezia, 1518, 168 × 74mwb5u cm, olio su tavola di tiglio (mwb5yAlte Pinakothek, mwb5cMonaco di Baviera, mwb5gGermania)cite-ref-108[108]cite-ref-109[109]cite-ref-110[110]
• mwb6ymwb6cMadonna in preghiera, 1518, 53 × 43mwb6g cm, olio su tavola di tiglio (mwb6kGemäldegalerie, mwb6oBerlino, mwb6sGermania)cite-ref-111[111]cite-ref-112[112]
• mwb7uRitratto dell'imperatore Massimiliano I, 1519, 86.2 × 67.2mwb7y cm, tempera e pergamena su tela (mwb7cmwb7gtüchlein) (mwb7kGermanisches Nationalmuseum, mwb7oNorimberga, mwb7sGermania)cite-ref-113[113]
• mwb8emwb8iRitratto dell'imperatore Massimiliano I, 1519, 74 × 62 × 2mwb8m cm, olio su tavola di tiglio (mwb8qKunsthistorisches Museum, mwb8uVienna, mwb8yAustria)cite-ref-114[114]
• mwb8wmwb80Sant'Anna Metterza, c. 1519, 60 × 49.8mwb84 cm, olio su tavola di tiglio (mwb88Metropolitan Museum of Art, mwb9aNew York, mwb9eStati Uniti d'America)cite-ref-115[115]
• mwb9cRitratto d'uomo, 1520, 40 × 30mwb9g cm, tempera su tela montata su tavola (mwb9kMuseo del Louvre, mwb9oParigi, mwb9sFrancia)cite-ref-116[116]
• mwb-eTesta di donna, c. 1520, 25.5 × 21.5mwb-i cm, tempera su tela (mwb-mBiblioteca Nazionale, mwb-qParigi, mwb-uFrancia)
• mwb-cmwb-gRitratto di Jakob Fugger il Ricco, c. 1520, 69.4 × 53mwb-k cm, tempera su tela (mwb-otüchlein) (Staatsgalerie Altdeutsche Meister, mwb-wAugusta, mwb-0Germania)cite-ref-117[117]cite-ref-118[118]cite-ref-119[119]

Viaggio nei Paesi Bassi (1520–1521)

• mwb-0mwb-4Ritratto di Bernhart von Reesen, 1521, 45.5 × 31.5mwb-8 cm, olio su tavola di quercia (mwcaaGemäldegalerie Alte Meister, mwcaeDresda, mwcaiGermania)cite-ref-120[120]
• mwcagRitratto d'uomo con pelliccia, 1521, 50.6 × 32.9mwcak cm, olio su tavola di quercia (mwcaoIsabella Stewart-Gardner Museum, mwcasBoston, mwcawStati Uniti d'America)cite-ref-121[121]
• mwcbimwcbmSan Girolamo nello studio, 1521, 59.5 × 48.5mwcbq cm, olio su tavola di quercia (mwcbuMuseo Nazionale d'Arte Antica, mwcbyLisbona, mwcbcPortogallo)cite-ref-122[122]
• mwcb0Ritratto d'uomo con berretto e pergamena, 1521, 50 × 36mwcb4 cm, olio su tavola (mwcb8Museo del Prado, mwccaMadrid, mwcceSpagna)cite-ref-123[123]

Ultima fase (1521–1528)

• mwcckSant'Anna Metterza, 1523, 75 × 64.5mwcco cm, olio su tavola (Museo Collezione Carroll-Porczyński, mwccsVarsavia, mwccwPolonia)
• mwcc4mwcc8Vergine della Pera, 1526, 43 × 31mwcda cm, olio su tavola (mwcdeGalleria degli Uffizi, mwcdiFirenze, mwcdmItalia)cite-ref-124[124]
• mwcdkmwcdoRitratto di Jakob Muffel, 1526, 48 × 36mwcds cm, olio su tavola, trasferito su tela (mwcdwGemäldegalerie, mwcd0Berlino, mwcd4Germania)
• mwceamwceeRitratto di Hieronymus Holzschuher, 1526, 51 × 37.1mwcei cm, olio su tavola di tiglio (mwcemGemäldegalerie, mwceqBerlino, mwceuGermania)cite-ref-125[125]
• mwcesmwcewRitratto di Johann Kleberger, 1526, 36.5 × 36.5mwce0 cm, olio su tavola di tiglio (mwce4Kunsthistorisches Museum, mwce8Vienna, mwcfaAustria)cite-ref-126[126]cite-ref-127[127]
• mwcfomwcfsQuattro Apostoli, 1526, 212.8 × 76.2mwcfw cm (mwcf0Giovanni e Pietro) e 212.4 × 76.3mwcf4 cm (mwcf8Marco e Paolo), olio su tavola di tiglio (mwcgaAlte Pinakothek, mwcgeMonaco di Baviera, mwcgiGermania)cite-ref-128[128]cite-ref-129[129]
• mwcgwSalita al Calvario, 1527, 22.7 × 47.9mwcg0 cm, olio su tavola (mwcg4Accademia Carrara, mwcg8Bergamo, mwchaItalia)cite-ref-130[130]

Incisioni

Note

cite-note-11. Cfr. mwch4G. Vasari, mwch8Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori, vedi Vita di Marcantonio Bolognese e altri intagliatori di stampe, 1568.
cite-note-22. Cfr. mwcimVite dei Pittori, Scultori ed Architetti moderni descritte da mwciqGio. Pietro Bellori, Tomo III, Pisa, Presso Niccolò Capurro co’ caratteri di F. Didot, 1821, pag. 114.
cite-note-33. mwcigDi Alberto Durero pittore e geometra chiarissimo Della Simmetria dei corpi humani, Libri quattro. Nuovamente tradotti dalla lingua Latina nella italiana da M. mwcikGio. Paolo Gallucci Salodiano. et accresciuti del quinto libro nel quale si tratta, con quai modi possano i pittori e scoltori mostrare la diuersità della natura degli huomini, et donne, et con quali le passioni, che sentono per li diuersi accidenti, che li occorrono. Hora di nuouo stampati, In Venezia MDXCI, Presso Domenico Nicolini.
cite-note-44. mwci0Reale Galleria di Firenze Illustrata- Serie III, Ritratti di Pittori- Vol. I, Firenze, Presso Giuseppe Molini e Comp., 1817, pag. 15.
cite-note-p21-55. mwcjmmwcjqPorcu,mwcju p. 21.
cite-note-66. Le informazioni sulla famiglia di Dürer derivano da una cronaca familiare scritta da Albrecht il Vecchio; Dürer stesso ne scrisse una, della quale è perduto l'originale, ma si conoscono varie trascrizioni del Seicento; citato in mwcjkmwcjoPorcu,mwcjs pp. 21-22.
cite-note-p22-77. mwckmmwckqPorcu,mwcku p. 22.
cite-note-p23-88. mwcksmwckwPorcu,mwck0 p. 23.
cite-note-p24-99. mwclemwcliPorcu,mwclm p. 24.
cite-note-p26-1010. mwcl0mwcl4Porcu,mwcl8 p. 26.
cite-note-p27-1111. mwcmcmwcmgPorcu,mwcmk p. 27.
cite-note-p31-1212. mwcnemwcniPorcu,mwcnm p. 31.
cite-note-p28-1313. mwcnsmwcnwPorcu,mwcn0 p. 28.
cite-note-p32-1414. mwcoemwcoiPorcu,mwcom p. 32.
cite-note-p34-1515. mwco8mwcpaPorcu,mwcpe p. 34.
cite-note-1616. Dell'opera si conosce solo una copia di ambito ferrarese, alquanto mediocre.
cite-note-p36-1717. mwcpwmwcp0Porcu,mwcp4 p. 36.
cite-note-p38-1818. mwcqgmwcqkPorcu,mwcqo p. 38.
cite-note-p39-1919. mwcrimwcrmPorcu,mwcrq p. 39.
cite-note-p40-2020. mwcrgmwcrkPorcu,mwcro p. 40.
cite-note-p42-2121. mwcsimwcsmPorcu,mwcsq p. 42.
cite-note-p47-2222. mwcsomwcssPorcu,mwcsw p. 47.
cite-note-p43-2323. mwctamwctePorcu,mwcti p. 43.
cite-note-2424. Porcu, cit., pag. 46.
cite-note-p48-2525. mwctsmwctwPorcu,mwct0 p. 48.
cite-note-p52-2626. mwcummwcuqPorcu,mwcuu p. 52.
cite-note-p53-2727. mwcusmwcuwPorcu,mwcu0 p. 53.
cite-note-p54-2828. mwcvmmwcvqPorcu,mwcvu p. 54.
cite-note-p56-2929. mwcv0mwcv4Porcu,mwcv8 p. 56.
cite-note-dvc-3030. mwcwmmwcwqDe Vecchi-Cerchiari,mwcwu p. 173.
cite-note-p59-3131. mwcw0mwcw4Porcu,mwcw8 p. 59.
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cite-note-p65-3838. mwcb8mwccaPorcu,mwcce p. 65.
cite-note-3939. Annotazione sul diario di viaggio.
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Collegamenti esterni

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